La dieta del minestrone è una dieta a tema, cioè si basa su un alimento principale (il minestrone, appunto). Tale alimento, pur essendo notevolmente ipocalorico, è però abbastanza variabile (un conto è prepararlo con sole verdure, altro è inserire patate, legumi). Alcune ricette tradizionali poi prevedono tra gli ingredienti anche l’olio, il che fa lievitare le calorie.

La dieta, anche nelle versioni più particolareggiate, non prevede il calcolo delle calorie, neppure in una forma approssimata. L’aggiunta di indicazioni vaghe come “frutta e verdura a piacere” rischia di essere un boomerang, in quanto il soggetto, fortemente penalizzato dal regime alimentare punitivo, si può “buttare” sulla frutta senza alcun controllo, nella convinzione che “la frutta non ingrassa” (!). Inoltre, in tutte le varianti proposte, la colazione risulta fortemente penalizzata (solo un caffè o al più frutta e/o due fette biscottate con marmellata).
Come tutte le diete a tema, trasmette l’idea errata che sia sufficiente basarsi su un solo cibo (o pochissimi cibi), escludendone completamente altri, per avere successo nel calo di peso. In questo caso i cibi buoni sono frutta, verdura e, negli ultimi tre giorni delle versioni più “umane”, yogurt e carne o pesce cucinati al vapore (anche se in quantità limitata).
A causa della monotonia dei piatti e dello sbilanciamento marcato a favore dei carboidrati, la dieta del minestrone risulta altamente poco saziante e frustrante, praticamente una sofferenza continua.
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